Teatro civile

di Stefano Penge

Il teatro è stato per secoli ed è ancora strumento di informazione, di trasmissione di idee, di formazione civile. Lo sapevano gli antichi greci, ma pure Molière.

Però c’è differenza tra teatro che punta a emozionare (ma che ha un messaggio), e teatro che punta a informare (ma che cerca di farlo emozionando). Questo secondo è il teatro di Marco Paolini, Ascanio Celestini, e prima di loro di Bertold Brecht, tanto per fare tre esempi che tutti conoscono.

In quest’area de mio sito web sono raccolti i copioni teatrali che ho scritto sperando appunto di informare anche emozionando. Non hanno pretese di essere capolavori drammaturgici: ci mancherebbe ! Sono solo modesti tentativi di dire in altro modo quello che sono andato scrivendo e dicendo in libri, articoli, convegni, corsi. Perché un copione allora? L'idea è che quando si toccano punti sensibili (come il rapporto tra genere e professione, o tra autonomia e facilitazione) non basta dare le informazioni ed enunciare i concetti. Occorre far sentire a ciascuno le implicazioni emotive di quelle informazioni, dal di dentro per così dire. Altrimenti, le parole scivolano via.

E cosa c'è di meglio dell'identificazione con un personaggio sulla scena? Quando le paure che sentiamo, ma non abbiamo il coraggio di riconoscere, vengono invece espresse da un personaggio, ci viene voglia di dire "anch'io!" e smettiamo di vergognarcene. A quel punto anche le riflessioni fatte ad alta voce dal personaggio possono essere prese sul serio, valutate, adattate alla propria situazione e, chissà, fatte proprie.

Sono quindi copioni pensati soprattutto per un pubblico scolastico (studenti e/o insegnanti, dirigenti, ma anche famiglie). Senza sorpresa, i temi trattati sono quelli di cui mi sono occupato negli ultimi mille anni, cioè tecnologie digitali e apprendimento.

Non sono spettacoli da guardare e basta: sono pensati come eventi interattivi, introdotti e interrotti da domande, sondaggi, interventi, insomma fatti per coinvolgere il pubblico. Probabilmente funzionano ancora meglio nel quadro di un’attività di laboratorio sugli stessi temi dello spettacolo: dalla sperimentazione al completamento delle informazioni, all’adattamento al proprio contesto.

I testi sono in continua evoluzione, grazie ai suggerimenti di chi li legge, all'esperienza di chi li mette in scena. Così non esiste un PDF da scaricare, ma bisogna leggere il copione online nell'ultima versione disponibile.
I copioni sono pubblicati con licenza Creative Commons BY/SA/NC
CC BY/NC/SA
Il che significa che possono essere usati gratuitamente, modificati e adattati senza problemi, lasciando intatto il riferimento all’autore. Però, per scoraggiare motori di ricerca e LLM, il testo è protetto da una password che potete richiedermi all’indirizzo stefano chiocciola questo dominio.



Hello, Ada!

Locandina Hello Ada

Nato nell'autunno 2019, in occasione dell'Ada Day, lo spettacolo è stato allestito dalla compagnia La Memoria dell’Asino in diverse occasioni, con Marina Pizzolante (anche regia), Genny Sammartino e Daniela Giordano.

Si tratta di una biografia di Ada Lovelace, restituita come persona concreta più che come figurina Panini: non il genio della matematica, l’incantatrice di numeri; non la sacerdotessa della Macchina Analitica; non la profetessa che aveva già visto l’avvento di ChatGPT.

Piuttosto una persona normale, curiosa, coraggiosa, piuttosto sfacciata ma in grado di concentrarsi e lavorare sodo. Una persona piena di interessi (la musica, gli uomini, i figli). Insomma, una persona che può incoraggiare ogni ragazza a non arrendersi ai modelli circolanti di donna-madre-ancella.

Le informazioni storiche sono corrette e abbastanza complete, a costo di deludere chi pensa che Ada sia stata la prima persona a programmare un computer (non è vero, l'aveva già fatto Charles Babbage; lei è la prima ad aver pubblicato un programma). È un dialogo che riprende il modello delle “interviste impossibili”: non quelle seriose, televisive, del 2021, ma quelle assurde, radiofoniche, del 1974. Sul palco c’è solo un’attrice in carne ed ossa; l’altra è registrata e viene proiettata su uno schermo, come un ectoplasma digitale. Questo escamotage ne facilita la messa in scena ma richiede un tempismo perfetto nelle battute. È disponibile il video con la performance di Genny Sammartino, davvero una spendida Ada, ma naturalmente ognuno può registrarsi la "sua".
Ne sono state tratte versioni diverse, adattate al contesto aziendale oltre che scolastico. Quella riportata qui è quella dedicata alle scuole secondarie superiori.

Se vuoi capire di che si tratta, puoi ascoltare un frammento del racconto di Ada:

Vai al copione.



Un Robot per Insegnante

Robot e insegnante

Scritto nell'estate 2025, al termine di un corso per docenti sull’uso dell’IA Generativa in classe, lo spettacolo mette in scena in maniera comica l’arrivo dell’IA in un piccolo istituto comprensivo, con le difficoltà, i dubbi, le dinamiche interne tra docenti e con il dirigente. È ricco di informazioni su cosa sono gli LLM, come funzionano e perché a volte non funzionano, trattate con leggerezza e ad un livello adatto anche a principianti.

Lo scopo non è magnificare le sorti dell’IAG e redarguire chi ancora ne ha paura, ma al contrario, permettere al pubblico di identificarsi con le paure e le attese dei personaggi: a cosa mi può servire l'IA? E ai ragazzi? Non mi toglierà il lavoro? Forse il messaggio più importante è che nessuno può obbligare un docente a far usare l’IA generativa ai suoi studenti; ma visto che lo usano comunque, è sicuramente utile cercare di capire meglio cos’è, da dove viene, dove va.

In scena ci sono tre attori che si dividono cinque ruoli: un insegnante, un robot, un dirigente, una collega, il padre dell’insegnante. E’ disponibile una versione più lunga, con due personaggi e due scene aggiuntive a carattere dichiaratamente comico.
Tra i materiali di scena ci sono canzoni, immagini, video e un altro copione, tutti (tranne le musiche) realizzati con servizi basati su LLM.

Lo spettacolo è evidentemente rivolto ad una platea di insegnanti, più che di studenti. Ma chissà, può essere utile anche ad altri.

Se vuoi capire di che si tratta, puoi ascoltare questo podcast:

realizzato da NotebookLM a partire dal testo della prima scena.

Vai al copione.