{"id":611,"date":"2018-04-15T11:53:54","date_gmt":"2018-04-15T09:53:54","guid":{"rendered":"http:\/\/steve.lynxlab.com\/?p=611"},"modified":"2018-04-15T11:53:54","modified_gmt":"2018-04-15T09:53:54","slug":"mezzi-e-fini","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.stefanopenge.it\/wp\/mezzi-e-fini\/","title":{"rendered":"Mezzi e fini"},"content":{"rendered":"<p>\t\t\t\t<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft \" src=\"https:\/\/upload.wikimedia.org\/wikipedia\/commons\/4\/4d\/%27Dick_Sand%2C_A_Captain_at_Fifteen%27_by_Henri_Meyer_001.jpg\" width=\"252\" height=\"368\" \/>Come sempre in cerca della terza via.<\/p>\n<p>Ho visto spesso progetti iniziare senza nessuna idea dei mezzi disponibili.<br \/>\n&#8220;Questi sono gli obiettivi, qual \u00e8 la tecnologia che si accompagna meglio?&#8221; Un po&#8217; come il vino sulla portata principale.<\/p>\n<p>Ne ho visti altri partire dai mezzi e poi andare in cerca dei fini compatibili.<br \/>\n&#8220;Questa \u00e8 la tecnologia disponibile, che obiettivi possiamo raggiungere?&#8221; Un po&#8217; come il cuoco alle prese con il frigo semivuoto.<\/p>\n<p>Raramente questi progetti hanno funzionato, e a posteriori ci si \u00e8 domandati perch\u00e9. Dentro di me, mi dicevo che avrebbe dovuto essere chiaro il perch\u00e9 fin dall&#8217;inizio.<br \/>\nNel primo caso, si finisce per sottosfruttare le potenzialit\u00e0 della tecnologia, nel secondo per lasciarsi guidare solo dalle finalit\u00e0 standard, gi\u00e0 note e pi\u00f9 o meno cablate nelle tecnologie conosciute.<\/p>\n<p>A me pare &#8211; senza ricerche neuroscientifiche a supporto &#8211; che la mente non funzioni necessariamente cos\u00ec (da A a B, oppure da B ad A).<br \/>\nQuesti modi sequenziali sono utili, ma sulla base della mia introspezione direi che ne esiste almeno un altro: quello parallelo.<br \/>\nLa storia che ci raccontiamo \u00e8 questa: voglio andare al mare, quindi cerco il mezzo di trasporto adatto.<br \/>\nMa quando decido per il mare (in alternativa a Marte, al Polo Nord e all&#8217;altro lato della strada) <em>so gi\u00e0<\/em> quali sono i mezzi di trasporto disponibili, il loro costo, la complessit\u00e0. Non scelgo <em>prima<\/em> la destinazione e <em>poi<\/em> mi accorgo che ahim\u00e9 non posseggo un razzo nel garage.<br \/>\nN\u00e9 faccio un censimento dei mezzi (macchine, moto, biciclette, skate, scarpe) per poi scegliere una destinazione raggiungibile con uno di quelli.<br \/>\nE&#8217; la forma narrativa che, a posteriori,<em> ci racconta la storia dei fini e dei mezzi<\/em>. Non \u00e8 colpa della narrazione n\u00e9 del linguaggio, \u00e8 la nostra abitudine ad applicarli sempre e comunque. Il linguaggio e gli schemi narrativi forniscono alternative a &#8220;poich\u00e9&#8230;quindi&#8221;: per esempio &#8220;mentre&#8221;, &#8220;nel frattempo&#8221;, &#8220;contemporaneamente&#8221;. Ma sono pi\u00f9 complicati da gestire e in ogni caso vanno sequenzializzati nel racconto.<br \/>\nQuello che succede nella mia mente (almeno credo) \u00e8 pi\u00f9 o meno questo: mentre guardo la moto in garage e penso a dove potrei arrivarci (&#8220;con un pieno, posso fare 400 km, ma poi mi fa male la schiena, quindi meno&#8221;)\u00a0 <em>intanto<\/em> mi vengono in mente destinazioni piacevoli, sconosciute, adatte alla stagione. Alcune sono talmente attraenti che sposto lo sguardo dalla moto alla bicicletta. O viceversa, mentre guardo sulla cartina e calcolo i kilometri, in un processo mentale parallelo seleziono automaticamente la bicicletta o il treno. Non sono due processi uno dopo l&#8217;altro, avvengono insieme con delle continue retroazioni, correzioni, aggiustamenti. Certo perch\u00e9 accada bisogna avere una conoscenza abbastanza approfondita dei mezzi, e avere una certa gerarchia dei fini (ottimale, preferibile, sufficiente) intrecciata con quella dei costi.<\/p>\n<p>E dunque: obiettivi e tecnologie vanno scelti <em>insieme<\/em>.\t\t<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\t\t\t\tVanno scelti prima gli obiettivi o prima i mezzi? \t\t<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[12],"tags":[124,149],"class_list":["post-611","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-riflessioni","tag-progettazione","tag-tecnologie"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.stefanopenge.it\/wp\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/611","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.stefanopenge.it\/wp\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.stefanopenge.it\/wp\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.stefanopenge.it\/wp\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.stefanopenge.it\/wp\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=611"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.stefanopenge.it\/wp\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/611\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.stefanopenge.it\/wp\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=611"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.stefanopenge.it\/wp\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=611"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.stefanopenge.it\/wp\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=611"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}