Inferno

L'Inferno di Dante à la Queneau (Cent Mille Miliards de Poèmes)

Tal che di comandare io la richiesi
si volge all'acqua perigliosa e guata
io era tra color che son sospesi
che nel lago del cor m'era durata
vede alla terra tutte le sue spoglie
loro accennando, tutti li raccoglie.

Cosí l'animo mio, ch'ancor fuggiva
l'umana spezie eccede ogni contento
uscito fuor del pelago alla riva
tanto m'aggrada il tuo comandamento
ma quell'anime, ch'eran lasse e nude
al nocchier della livida palude.

Quali i fioretti, dal notturno gelo
ché non soccorri quei che t'amò tanto
curan di te ne la corte del cielo
fu stabilita per lo loco santo
al tempo delli dei falsi e bugiardi
e li parenti miei furon lombardi.

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