AI divide

C’è il cuoco marsigliese che da anni fa una bouillabaisse spettacolare in un ristorante popolare della Canebière.

Arriva il capo e gli mostra un sacchetto: guarda, questa è la tua bouillabaisse liofilizzata.

Splendido, dice il cuoco democratico, così le persone potranno mangiarla in tutto il mondo, anche senza venire qui a Marsiglia.

Beh no, fa il capo, questo sacchetto è troppo caro. Con la tua pentolata di ieri ne abbiamo fatti cinque. Tra la materia prima (pesce fresco, pomodori, olio EVO, aromi), il tuo lavoro, i costi strutturali, il processo di liofilizzazione, anche senza mettere nel conto i dovuti margini nostri e dei distributori, un sacchetto dovrebbe costare cento euro.

Allora sai che abbiamo fatto? Abbiamo fatto analizzare la polverina, individuato i componenti di sapore e odore fondamentali, e l’abbiamo sintetizzata a partire da materie prime meno pregiate, scarti di produzione di altri prodotti, succedanei, aromi artificiali, coloranti. Ora il risultato a noi costa 0,20 inclusa la busta e lo possiamo vendere a 2,00.

Ma non è la stessa cosa, si lamenta il cuoco purista.

No, ma se ne accorgerà l’uno per cento degli acquirenti. Anzi no, chi ha il coraggio di comprare un sacchetto di bouillabaisse liofilizzata a due euro non se ne accorge proprio, perché la vera bouillabaisse come la tua non l’ha mai assaggiata. Gli altri possono sempre riservare un tavolo qui. Naturalmente i prezzi triplicheranno. Tu il tuo lavoro continuerai a farlo come prima, cambierà solo la clientela: meno gente, ma che spende di più.

Ecco come andrà, secondo me. Si chiamerà l’AI divide. Solo chi ha i soldi si potrà permettere un servizio fornito da un umano. Ma gli intellettuali (il docente, il consulente, il medico) continueranno a fare il loro lavoro facendo finta di non accorgersi di niente. Finché dura.


Pubblicato

in

da